Il mese appena trascorso è stato infatti molto intenso per me, sono ancora stordita da tutti gli eventi a cui ho partecipato, dalle persone conosciute e dai tanti prodotti scoperti. In particolare l'ultima settimana è stata di fuoco tra appuntamenti di food e incontri di lavoro (sempre di cucina), mi si sono accumulati così tanti post che ho perso il conto, ma pian pianino vi parlerò di tutto alcune cose ve le ho già dette .
Tra i tanti incontri fatti nell'ultimo mese uno mi ha particolarmente colpita e ha confermato in me ancora una volta l'opinione che l'italiano non sia in grado di valorizzare il proprio patrimonio ambientale e biologico che costituisce la "biodiversità agricola", che solo noi abbiamo.
La farina di mais è la regina delle farine perchè permette di creare un un piatto povero tradizionale della cucina italiana: la Polenta!
Ultimamente durante uno dei miei foodtravel in giro per l'Italia ho scoperto alcuni tipi di mais quasi dimenticati il cui abbandono stava per comportare la perdita di questo patrimonio, ma che vengono coltivati ancora oggi grazie all'impegno e alla dedizione di alcuni amanti delle tradizioni piemontesi come Claudio Merlo della Cascina dei Conti che mi ha permesso di riscoprire alimenti con sapori e profumi ormai dimenticati. Tra le varietà degli antichi Mais Piemontesi troviamo il Pignoletti giallo e rosso, Ostenga, Ottofile bianco, giallo e rosso. Da questi pregiati mais tardivi, coltivati in tutte le aree della provincia di Torino si ottengono farine da polenta di qualità e gusto superiore.
(foto gentilmente concessa da Ambra)
Claudio Merlo ci ha illustrato come attraverso un vecchio mulino a pietra trasforma queste antiche cultivar mantenendo così le caratteristiche dei cereali e del mais conservando le proprietà nutritive preziose per il nostro organismo come le proteine, sali minerali.
Il Mais Pignolet deriva il suo nome dal fatto che i chicchi sono dotati di una piccola protuberanza che fa assomigliare la pannocchia vagamente a una pigna.
(foto gentilmente concessa da Ambra)
(in questa foto io e Claudio Merlo della Cascina dei Conti , grazie ad Ambra per lo scatto )
Ormai l'inverno è arrivato, le giornate diventano grigie e allora portiamo a tavola il sole dell'estate con il colore e il calore della polenta!!!! la domenica da sempre a casa mia si prepara questo piatto.
Un tempo quando gli italiani erano poveri la polenta costituiva per molti il cibo principale. Facilissima da digerire e con un notevole potere calorico la polenta è stata per lungo tempo vista con diffidenza sia perchè considerata cibo "povero" sia perchè accusata di far ingrassare. Basta però abbinarla a condimenti poco calorici come ho fatto io. e' però ricca di vitamina A, ma contiene anche fosforo, potassio, e ferro.
Polenta di Farina di Mais Nero della Cascina dei Conti con cavolo nero, salsiccia e nocciole
Per 1,5 lt d'acqua si possono usare circa dai 400 ai 500 gr di farina ottenendo così circa 6-8 porzioni...dipende dalla fame
Ecco come preparare la polenta classica:
Portate a ebollizione l'acqua , salatela e versate la farina a pioggia mescolare con energia. Finito di versare la farina, lasciare cuocere per circa 45/60 minuti mescolando spesso.
La polenta può essere morbida come una crema o soda da tagliare a fette. La diversa consistenza dipende dalla quantità di farina e di acqua. Se dopo aver versato la farina si fa fatica a mescolare alla fine della cottura si otterrà una polenta più soda se al contrario si mescola agevolmente sarà più morbida. Io la preferisco morbida.Se si sbaglia dose niente paura basta aggiungere acqua bollente per ammorbidirla o farina per farla diventare più densa.
Per il condimento:
lessate le foglie di cavolo nero e tenete da parte. In una padella antiaderente fate rosolare uno spicchio di aglio con un pò di olio , unite le salsicce sbriciolate e fatele cuocere bene, aggiunte le foglie di cavolo lessate e tagliate e amalgamate il tutto.
Appena pronta la polenta, versate un mestolo in un piatto allargatela con il dorso di un cucchiaio versate sopra il condimento e una manciata di nocciole.


wow mi fa davvero inverno...ha un aspetto troppo invitante!
RispondiEliminaRaccogliere tutto ciò che fa parte delle nostre radici.
RispondiEliminaBrava
Ciao,
RispondiEliminaSai dove questa ottima polenta si può acquistare a Roma?
A presto.
Enrico
Credo anch'io che l'italiano non sia in grado di valorizzare il proprio patrimonio, purtroppo! Bellissimo post Claudia!!! Un abbraccio
RispondiEliminaIl mulino è bellissimo, quando mi è capitato di vederne uno dal vero mi sono emozionata davvero.
RispondiEliminaAmo la polenta da quando sono diventata grande e l'anno scorso ho preparato uno sformatino con il cavolo nero, delizioso! Il tuo piatto quindi mi ha ingolosita, e poi l'abbinamento con le nocciole mi ispira proprio, bacio
deve essere buonissima... io adoro la polenta!
RispondiEliminaOttima questa polenta, ha un aspetto veramente invitante...ti abbraccio SILVIA
RispondiEliminaTi è venuta benissimo!!!Adesso manca solo il mio post!!Bacio bacio!
RispondiEliminaChe meraviglia gli eventi fra blogger, si impara tantissimo :-) Chissà che prima o poi ci conosceremo!
RispondiEliminaCiao Fico&Uva
annoto molto volentieri il tuo suggerimento e anche la ricetta! complimenti!
RispondiElimina@Valentina: eh già.polenta vuol dire inverno , casa e camino accesso..per chi ce l'ha!!!
RispondiElimina@Teresa: che bello trovarti qui!!!! hai ragioni dovremmo riscoprire le nostre radici ..grazie cara
@Lefracbuveur: purtroppo a Roma non arriva ...ancora.ti ho scritto in pvt
@marifra: grazie cara..ci siamo noi foodblogger a scoprire questi prodotti e farli conoscere
@Marina: e io che pensavo di essere stata lap rima a unire il cavolo alla polenta...
@Giorgia: allora provala!!!
@sississima: un abbraccio a te
@Ambra: tesoro la tua è migliore ..della serie l'erba del vicino è sempre più verde. baci
@ficoeuva: hai ragione...ci conto di incontrarti mi hanno parlato di te!!!ciao
@Gio:grazie Gio...
belle le foto del mulino e pure del mais nero...sarà da assaggiare tale polenta..saporitissima vero?
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